E-commerce e marketplace: gli strumenti per far ripartire la tua PMI

E-commerce e marketplace: gli strumenti per far ripartire la tua PMI

Qual è il futuro che ci aspetta?
Se anche tu nelle ultime settimane te lo sei chiesto, vogliamo rassicurarti: non sei solo. Per gli imprenditori questo è un periodo difficile, ma è importante non farsi prendere dal panico. Hai bisogno di rimanere lucido e analizzare con calma quali possono essere i problemi che si potranno presentare nei prossimi mesi, per agire in anticipo e trovare una soluzione. In questo articolo, abbiamo raccolto alcuni spunti per aiutarti a riflettere sugli strumenti a tua disposizione per rispondere all'emergenza.

Le conseguenze dell'emergenza

Il principale rischio economico di questa crisi, dettata dal coronavirus, è il rafforzamento della grande distribuzione a discapito della PMI. Ma la piccola e media impresa è riconosciuta da tutti come perno fondamentale del tessuto economico e sociale del nostro Paese. Quindi, la domanda che ci facciamo è: come possono i meno grandi affrontare questa emergenza? Come possono essere più forti?

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Innanzitutto, devi prendere consapevolezza che il mondo è cambiato e che non puoi combattere questa crisi con gli strumenti del Novecento. Il nostro primo consiglio è: sfrutta la tecnologia. Chi in passato l'ha saputo fare, ha dato vita a modelli di business differenti, a volte addirittura ribaltando interi settori. Un esempio su tutti è il passaggio dalla VHS al DVD, dall'.mp4 allo streaming pirata, per arrivare all'odierno streaming a pagamento. In questa evoluzione tecnologica, molti attori restii al cambiamento sono rimasti fermi e sono falliti (ti ricordi di Blockbuster?), mentre chi è stato capace di adeguarsi al cambiamento (come Netflix) ha conquistato il mercato. Ricorda che chi si trincera dietro l'immobilismo e la repulsione della realtà, di solito, è destinato all'estinzione.

Osservare, comprendere e agire

Anche in questo periodo, però, gli esempi a cui ispirarsi non mancano. Ecco come alcune piccole e medie realtà stanno affrontando la vita ai tempi del coronavirus:

  • A Seul hanno riscoperto il Drive In. Se il cinema al chiuso è vietato, perché non spostare lo schermo all'aperto dove ognuno sta nella propria auto senza il rischio di contagio? Ordine di bevande e cibo tramite app sul telefonino.
  • In un bar della Sassonia, in Germania, i cocktail vengono portati a casa per chi abita entro i 15 km. Dal sito o dal telefono si può ordinare ciò che si vuole e nell'attesa si può assistere in streaming alla preparazione delle bevande.

Cosa accomuna queste due iniziative? In entrambi i casi si è osservata la mutazione delle condizioni e si sono cercate nuove opportunità. Non ci si è concentrati sul mercato esistente così come si conosce, ma si è creato un mercato nuovo. E ciò significa essere i primi ed avere pochi concorrenti.

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Attraverso diverse scelte strategiche, anche non troppo onerose, si riesce ad accedere ad un nuovo bacino di domanda priva di competizione. Non sempre si può inventare un mercato nuovo, però si può sfruttare la potenzialità che la tecnologia ci offre da affiancare alla nuova socialità che questa crisi ci impone. Siamo andati oltre la share economy intesa come la condivisione di oggetti di cui non ci frega molto, ma la condivisione può passare anche attraverso l'uso di piattaforme e strumenti online.

Sfrutta la potenza dell'e-commerce

Per alcune aziende in questo periodo, potrebbe essere utile investire su una propria piattaforma di e-commerce. In questo modo, è possibile focalizzare il proprio business su uno strumento potente, personalizzabile e gestito autonomamente. Sicuramente questo comporta un investimento alto e una gestione continua con l'assunzione di figure nuove. Un esempio su tutte è la figura dello store manager, oltre a quelle risorse necessarie per la comunicazione, il marketing e la realizzazione della piattaforma stessa. Ma gli strumenti per abbattere un po' i costi e i tempi ci sono e li possiamo individuare nei CMS più conosciuti, completi e specializzati. Parliamo dei conosciutissimi Prestashop e Magento. Per chi invece ha già un sito in Wordpress o Joomla e necessita di un piccolo sistema, può implementarlo con sistemi come WooCommerce o HikaShop o J2Store. Un'altra piattaforma utile, che ha avuto un certo successo negli ultimi anni, è Shopify. Un sistema relativamente facile e veloce da usare per cui, oltre a un piccolo abbonamento fisso mensile, l'investimento è una percentuale sul venduto, quindi una spesa che varia in base al fatturato. Shopify è quindi uno strumento pratico anche per le realtà piccole che vogliono testare e sperimentare senza grossi aggravi di spesa. Ma se per la tua capacità di investimento questi strumenti sono ancora troppo esosi, ti consigliamo di rivolgere il tuo  business su un marketplace. Uno su tutti: Amazon. Molte piccole aziende riescono a vendere in tutto il mondo grazie a piattaforme come queste. Se non sai come fare, contattaci, ti aiutiamo noi. E i piccoli negozi come possono fare per affrontare questa crisi? I negozi di quartiere come possono affrontare la concorrenza della grande distribuzione? Cosa potrebbero fare ora per essere più forti dopo? Oltre alle possibilità per i singoli (che possono spaziare dall'uso di Shopify all'iscrizione come venditore su Amazon), i negozi possono organizzarsi per creare una filiera di ordini e consegne di quartiere. Non è difficile da fare, basta il telefono. E l'attività potrà poi essere resa organica e duratura nel tempo, se trasferita online. Si possono realizzare piattaforme di quartiere che promuovono attività anche fuori dal territorio di competenza, oltre che dei piccoli marketplace locali, degli "Amazon di quartiere".

Soluzioni senza fatica non esistono, ma con impegno, dedizione e creatività si possono superare questi momenti e ricavarne vantaggi. Basta che ci siano le persone e i consulenti giusti.


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