Brand identity: 4 errori da evitare

Brand identity: 4 errori da evitare

La brand identity, intesa come l'insieme degli elementi grafici e comunicativi di un'azienda o un brand,  è fondamentale per creare una percezione positiva del proprio brand e raggiungere il gradimento da parte dei clienti.

La brand identity fa la differenza soprattutto con chi non ci conosce ed è spesso decisiva nella scelta all'acquisto.

Prendiamo questo esempio: sto visitando una città nuova e devo scegliere un posto dove mangiare una pizza. Non conoscendo la qualità di nessuna pizzeria e a parità di prezzi, la mia scelta ricadrà unicamente sulla percezione che la pizzeria mi da. Questa percezione, unicamente emotiva e personale, è fondata su quello che vedo: arredamento del locale, menù, insegna, sito internet (tralascio le recensioni dei clienti, strumenti molto utili per la brand reputation, perchè non sono inerenti al tema di questo post).

Allo stesso modo qualsiasi cliente, nella competizione tra più fornitori, sceglie anche in base all'identità che più è in empatia con lui.

E qual è la strategia per creare la migliore brand identity?

La strategia dipende da vari fattori e passa dallo studio dei propri clienti, del target da raggiungere, della propria offerta, dalla concorrenza, dai canali utilizzati.

Non esistono regole certe e assolute, ma ci sono delle attività che io eviterei sempre. Vediamo 4 errori che eviterei di commettere:

  1. Naming: Sottovalutare la scelta del nome da dare al brand o ai propri prodotti  è uno degli errori più comuni nelle piccole medie imprese. Ci sono prodotti con nomi inespressivi e aziende che non comunicano già a partire dalla loro ragione sociale. Il nome è tutto. Ogni nome porta sempre una storia con se, sulla propria origine, sulla propria filosofia. Soprattutto nel marketing il nome del brand  è l'elemento più rappresentativo del prodotto: deve esprimerne la storia, i valori e i punti di forza. Deve essere, quindi, scelto con criterio e avere una filosofia, un concetto alla base.
  2. Fotografie da stock: le fotografie acquistate dai siti di stock, utilizzate soprattutto nel b2b, sono la cosa più finta e impersonale che ci sia. Immagini di facce sorridenti e business man, asettiche e tremendamente impersonali, rendono piatta e senza anima la comunicazione del proprio brand. E' l'errore più comune soprattutto nelle aziende tecniche del mondo B2B. Le soluzioni possono essere molteplici: "mettendoci la faccia", ossia puntare su fotografie e immagini dei propri dipendenti oppure puntare sulle foto dei propri prodotti o macchinari/locali, in questo caso un servizio fotografico professionale è alla portata anche delle più piccole aziende. Un'altra possibilità è utilizzare foto free sharing di alta qualità e soprattutto non impersonali, chiedendo il permesso ai fotografi utilizzando canali tipo Flickr, Tumblr, Picasa etc. Infine in alcuni casi la strategia è quella di non utilizzare nessuna fotografia, ma inserire icone e inserti grafici (in questo caso anche da stock).
  3. Citazioni: le citazioni di altri sono sempre un boomerang. Quelle dei propri clienti sono fondamentali e utilissime, quelle di personaggi famosi sono penose. O trovate quella che calza a pennello e può essere la mossa vincente, o il loro utilizzo non fa altro che svuotare i vostri contenuti e riempire le pagine social di aforismi e banalità. La soluzione è puntare sulle testimonianze dei propri clienti e sui contenuti autoprodotti.
  4. Saturazione delle informazioni: Il messaggio che vogliamo comunicare deve essere unico, incisivo e chiaro. Un errore molto comune è voler inserire troppi contenuti. Una buona comunicazione del brand passa attraverso un'unico messaggio. Esempi concreti si vedono nelle brochure, flyer e volantini, spesso zeppi di informazioni ed elementi grafici anche differenti tra di loro. I In questo caso è importante definire il layout e le dimensioni dei materiali di stampa sulla base dei contenuti da veicolare, onde evitare di ammassare il contenuto e le informazioni più importanti.

È infine importante tenere conto del budget da investire: bisogna studiare ogni attività in relazione al budget evitando di fare il passo più lungo della gamba. La brand identity non è per forza un'equazione più budget = più ritorno. Anche aziende con budget ridotto o nullo, possono creare una brand identity figa e performante. Alla fantasia e alla creatività non c'è mai limite.