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E-Commerce e condizioni di vendita: cosa fare?

Condizioni di Vendita per un sito e-commerce

Una delle problematiche maggiori quando si realizza un sito e-commerce è informare il cliente degli aspetti legali legati all’attività di vendita tramite il sito e-commerce. Quindi non basta solo realizzare il sito web, ma occorre informare bene il cliente sul da farsi. Questo post vuole offrire chiarimenti su come scrivere le condizioni di vendita per un e-commerce.

E-commerce: termini e condizioni di vendita

Un sito di e-commerce non è concettualmente diverso da ogni altro negozio fisico: il negoziante acquista la merce dai fornitori che poi provvede a vendere agli utenti finali. Tuttavia, l’e-commerce presenta alcune peculiarità che lo rendono più delicato da gestire: intuitivamente e per esempio, mentre non vi è dubbio che l’acquisto di una maglietta in un negozio fisico di Torino (o qualsiasi altra città italiana) sia regolato dalle norme in tema di vendita dettate dalla legge italiana, altrettanto non può dirsi per il caso in cui la stessa maglietta sia acquistata attraverso un sito internet.
Per questo ed altri motivi che esamineremo di seguito, è fondamentale che sia disciplinato con cura ed attenzione il contratto che regola il rapporto di vendita (di beni o servizi) sul sito di e-commerce ovvero, in altre parole, che siano ben presenti i termini e le condizioni di vendita correttamente strutturati.

Le condizioni di vendita per E-Commerce

Per Condizioni Generali di Vendita per E-commerce (dette anche condizioni d’uso), si intende quindi il contratto che regola i rapporti di vendita online fra l’utente/acquirente e il titolare/venditore di un sito (o di un’applicazione): esse dunque, escludendo qualunque forma di negoziazione e/o trattativa privata, devono essere dettagliate e prevedere in forma astratta una disciplina quanto più possibile aderente alle esigenze delle parti.
Peraltro, occorre anche ricordare che vi è una significativa normativa in materia di e-commerce, che prevedono precisi obblighi in capo a chi decide di dedicarsi all’e-commerce, ed è quindi anche a tali leggi che occorre far riferimento per capire come redigere le condizioni Generali di Vendita del nostro sito: in particolare, trovano qui applicazione il cd. Codice del ed il decreto legislativo n. 70/2003 (che ha recepito la normativa della CE riguardante appunto il commercio elettronico).
Prima però di analizzare più in dettaglio le due normative citate, occorre ricordare che le Condizioni Generali di contratto sono anche regolate dal Codice Civile, il quale all’art. 1341 c.c. precisa che “le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti (ovvero nel nostro caso dal titolare del sito di e-commerce) sono efficaci nei confronti dell’altro se, al momento della conclusione del contratto, questi ne aveva conoscenza o avrebbe dovuto averne conoscenza utilizzando l’ordinaria diligenza”.
Pertanto e come prima e generale regola, i termini e condizioni di vendita devono essere chiaramente visibili da parte degli utenti del sito: in mancanza di tale visibilità, essi non saranno opponibili all’acquirente che sollevi obiezioni al riguardo, con evidenti effetti negativi per l’attività commerciale.

Normativa E-Commerce: a chi si applica?

Passando ora all’analisi delle citate normative, si può iniziare ad esaminare più in dettaglio il D.Lgs. 9 aprile 2003 n. 70 che, come detto, disciplina in maniera organica anche il commercio elettronico (il “titolo” della citata norma è il seguente: “Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico”).
La definizione che viene data di “servizi della società dell’informazione” è molto ampia, in quanto con ciò si intendono “le attività economiche svolte in linea -on line” e, quindi, qualsiasi servizio prestato a distanza (ovvero senza la presenza fisica simultanea delle parti) per via elettronica (ovvero inviato all’origine e ricevuto a destinazione mediante attrezzature elettroniche di trattamento) e a richiesta individuale del destinatario del servizio (ovvero la trasmissione di dati su richiesta individuale).
In altre parole, la citata normativa si applica a TUTTI coloro che operano nel campo dell’e-commerce, prescindendo dal fatto che gli utenti finali (i compratori) siano o meno consumatori: questi ultimi, come si vedrà, hanno diritto ad una maggiore tutela, ma la disciplina che andremo ad esaminare riguarda appunti chiunque decida di operare nell’e-commerce.

Condizioni Generali trasparenti, chiare e comprensibili

Per quanto riguarda la parte che interessa la presente analisi, ovvero di cosa deve “contenere” un sito di e-commerce, viene previsto l’obbligo di rendere facilmente accessibili, in modo diretto e permanente, ai destinatari del servizio e alle Autorità competenti una serie di informazioni, accumunate dal fatto che consentono di identificare / contattare / riconoscere rapidamente il titolare del servizio di vendita, nonché di comunicare direttamente ed efficacemente con lo stesso (ad es., sul sito dovranno inoltre essere resi disponibili la denominazione dell’imprenditore o del professionista, la sua sede legale, il numero di Partita Iva, l’iscrizione a determinati registri: per l’elenco completo, si rimanda all’art. 7 del d. lgs 70/2003).
Per quanto attiene più in dettaglio alle condizioni di vendita, esse dovranno essere trasparenti, chiare e comprensibili e rese conoscibili dai potenziali utenti prima dell’adesione ai servizi proposti (art. 10: “Le clausole e le condizioni generali del contratto proposte al destinatario devono essere messe a sua disposizione in modo che gli sia consentita la memorizzazione e la riproduzione”): le Condizioni Generali dovranno quindi essere rese disponibili sulla pagina web e la loro visione dovrà essere un passaggio obbligato prima della conferma dell’ordine d’acquisto; non solo, ma il medesimo articolo prevede che il venditore, salvo diverso accordo tra parti che non siano consumatori, deve fornire in modo chiaro, comprensibile ed inequivocabile, prima dell’inoltro dell’ordine da parte del destinatario del servizio, una serie di informazioni dirette alla conclusione del contratto e-commerce (come ad esempio le fasi tecniche da eseguire per la conclusione del contratto, il modo in cui l’utente potrà modificarlo, ottenere una copia, gli strumenti di composizione delle controversie).

Condizioni Generali E-Commerce e diritto del consumatore

Poiché i contratti di e-commerce sono sostanzialmente dei contratti a distanza, con condizioni contrattuali predisposte dal preponente del servizio, conclusi in un ambiente virtuale (sito Internet) con la conferma dell’ordine tramite la selezione di un tasto virtuale o la comunicazione di alcuni dati (ad esempio, quelli di pagamento), la normativa prevede alcuni accorgimenti legati alla conclusione del contratto; in particolare, il venditore deve, senza ingiustificato ritardo e per via telematica, “accusare ricevuta dell’ordine” che dovrà contenere il riepilogo delle condizioni generali di vendita, le condizioni particolari applicate, le informazioni sulle caratteristiche del bene, l’indicazione del prezzo, dei mezzi di pagamento, del diritto di recesso (cfr. art. 13).
Se però il compratore è un consumatore, occorre ricordare che vi è una tutela maggiore in ambito comunitario per tale figura e, pertanto, anche le Condizioni Generali di Vendita dovranno essere adeguate.
In particolare, e senza pretesa di completezza, si deve considerare che:
– vi sono in questo caso obblighi informativi più stringenti in capo al venditore / titolare del sito;
– il consumatore ha sempre diritto di recedere da qualunque contratto a distanza, senza alcuna penalità e senza specificare il motivo, entro il termine di 14 giorni lavorativi, e a tale diritto di recesso deve essere data specifica informativa (in assenza di tali informazioni o in caso di informazioni sbagliate e non conformi alla normativa, il termine per l’esercizio del recesso sale a 1 anno e 14 giorni);
– alcune Condizioni Generali potrebbero essere considerate vessatorie e quindi nulle (per esempio, per le eventuali controversie è sempre competente il foro di residenza del Consumatore);
– vi è una speciale garanzia di conformità per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene a carico del venditore\produttore sarà responsabile nei confronti del consumatore, che dura sino a due anni dalla consegna del bene.
Ed è quindi evidente che anche le Condizioni Generali di vendita dovranno essere redatte in conformità a quanto previsto dalla specifica disciplina in tema di diritto del Consumatore.

Condizioni di Vendita per e-commerce: principali clausole da inserire

Ma, in conclusione, cosa devono prevedere le condizioni generali di vendita nell’e-commerce?
Senza pretesa di completezza ed anzi, considerando che è sempre consigliabile farsi aiutare da un professionista per la corretta redazione di quelle clausole che definiranno poi il contenuto del vostro contratto, si può ipotizzare che le principali clausole delle Condizioni di Vendita per e-commerce dovrebbero riguardare:
Le caratteristiche dei beni e/o servizi: breve descrizione dei prodotti e/o dei servizi venduti;
• I prezzi e i pagamenti: definire le modalità di pagamento e eventuali costi aggiuntivi;
Durata / rinnovo automatico del contratto: se previsto nel servizio venduto, si dovrà regolare i tempi e le modalità di rinnovo, di disdetta e di prova;
La consegna e il recesso: tempi e modi per la consegna, il recesso e la restituzione dei beni secondo gli obblighi previsti per ogni tipologia specifica di prodotto o servizio.
• La garanzia legale di conformità: per rispettare, se necessario, gli obblighi di tutela del consumatore in caso acquisto di prodotti difettosi o che non rispondono all’uso dichiarato;
La responsabilità: per esonerare o limitare le responsabilità del titolare scongiurando eventuali richieste di danni;
Il diritto d’autore: per vietare lo sfruttamento dei contenuti dell’applicazione, o scegliere una licenza Creative Commons che permetta di copiare e distribuire i contenuti per scopi commerciali o non commerciali;
La registrazione e i contenuti degli utenti: la gestione degli utenti registrati e del caricamento di post, commenti o altri contenuti per regolare in modo efficace la propria community in tutti i casi di abuso come violazioni di copyright, violenza, spam, etc.;
La privacy: è sempre necessario inserire un link alla propria informativa privacy;
Modo e tempo di conclusione del contratto;
Legge applicabile: nel rispetto della normativa del consumatore

 

Autore dell’articolo Avv. Fabrizio Dalla Mutta, esperto in tutela dei marchi e diritto informatico

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